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Adesso
basta. E' ora di farla finita con questa
storia del "figlio di". Cristiano De
André è un artista
sensibile, con un bagaglio di esperienze
del tutto personali. Cristiano è un
uomo di trent'anni e ha il diritto di
essere giudicato solo per le sue idee e
per come riesce a esprimerle in musica e
nella vita di tutti i giorni. Dunque,
spazziamo via la "nuvola" ingombrante e
fastidiosa del padre. Al suo fianco
c'è una donna determinata, come
solo le spagnole sanno essere; Carmen, che
gli ha dato tre figli (Fabrizia di sei
anni e i gemelli Filippo e Francesca di
due anni e mezzo). Insieme a loro ha
creato una famiglia che costituisce per
lui, l'unico vero rifugio dallo stress di
una città come Milano. E allora
basta, anche con lo stress; e basta,
soprattutto, con le bugie, grandi o
piccole che siano. «In effetti»,
mi racconta, «questa voglia di
verità, anche spicciola, è
stata la molla che mi ha spinto a
interpretare Canzoni con il naso lungo.
Non ne posso più di sentir cantare
e di cantare i sentimenti come se si
trattasse di merce da vendere al mercato.
Sono sempre stato convinto che le canzoni
devono aiutare a pensare, anche se con le
mie non ho mai voluto atteggiarmi a
profeta o a maestro di vita. Ma il
desiderio di smitizzare la seriosi che si
crea intorno alla canzone d'autore, da un
po' di tempo mi è venuto fuori
prepotentemente : quando si scrive, in
particolare di emozioni, il rischio
dell'autocompiacimento è sempre in
agguato e qualche "bugia", seppure in
buona fede, alla fine ci
scappa...»."Sono solo canzonette",
cantava il Bennato autorizzino e corrosivo
degli Anni '70 e Cristiano ammette
francamente di essersi inserito proprio
nel filone aperto da Edoardo. E come per
molti pezzi del cantautore napoletano,
anche la canzone che dà il titolo
al nuovo LP di De Andrà ha due
piani di lettura.«Canzoni con il naso
lungo», continua Cristiano,
«è una metafora. Se da una
parte prende in giro i cantautori, e me
per primo se posso considerarmi tale,
dell'altra vuole denunciare le grandi
bugie dei politici: Milano e le tangenti,
Ustica, l'Italicus, Piazza
Fontana...insomma, 25 anni di bugie di
Stato gestite spudoratamente da loschi
figuri che nascondono la loro vera natura
dietro interviste, discorsi, dibattiti,
conferenze...Parole vomitate senza
vergogna solo per coprire il marcio che
sta loro intorno». E meno male che
qualcuno continua a sostenere che
Cristiano non ha carattere...Un altro
esempio : provate ad ascoltare
attentamente Che gran confusione, il pezzo
scritto a quattro mani con Massimo Bubola,
suo amico fraterno e "gran consigliere"
artistico. Si tratta di una
canzone-manifesto, costruita festosamente
con l'anima del violinista che alberga
dentro Cristiano. Un violinista a
metà strada tra l'Irlanda (grande
amore di Bubola) e la West Coast (il
country è sempre stato una passione
di De André).«Ma dietro
l'allegria», sottolinea Cristiano,
«c'è un preciso discorso
politico e generazionale, c'è il
rifiuto dei giovani che non vogliono
più essere ghettizzati. Il
contrasto fra la gioiosità della
musica e la durezza delle parole è
voluto. Fra l'altro, questo tema lo avevo
già affrontato con il 33 giri
L'albero della cuccagna, ma in una chiave
musicalmente malinconica, triste, troppo
seria. Tutto dipendeva dal mio pessimismo.
Da un paio d'anni , però ho capito
l'importanza di confrontarsi con la
realtà e di guardare al futuro in
positivo; altrimenti, visto i tempi che
corrono, si rischia davvero
l'annichilimento o il vittimismo. No, con
la vita bisogna anche saper
giocare».Gioco per gioco, nel disco
di Cristiano troviamo poi una cover
ottimamente riuscita di Into the Great
Wide Open di Tom Petty («n brano
formidabile che racconta anche nella
versione italiana la stessa storia, quella
di un ragazzo alla ricerca della
libertà attraverso la
musica»). Ci si imbatte poi in
tematiche intimiste (Invincibili, in cui
ricorda gli amici d'infanzia a Genova) e
familiari (L'amore che tornerà,
dedicata alla sua compagna ). Il tutto
filtrato da una voce oggi più
matura, un po' "sporca" e sgranata dal
tempo e dalle troppe sigarette. Una voce
che si amalgama all'insieme sonoro del
disco, fatto anche di un ritorno alle
atmosfere acustiche legate agli Anni
'70.
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