A VARALLO SESIA CON CECILIA CHAILLY...
Gennaio 1998 - dalla fanzine n°2

Il fortunato connubio De André - Chailly continua: questa volta non c'è la brezza del mare, ma la neve e l'aria fredda di montagna.Cristiano ha approfittato dei tre giorni di riposo della tournée teatrale per riproporsi con Cecilia Chailly con la quale condivide «...la voglia di ritrovare un'anima parlante...la voglia di scoprirsi, di cimentarsi in nuovi esperimenti: di proiettarsi oltre...». Paiono contaminarsi a vicenda, l'una con la sua carica di spiritualità e l'altro con la voglia di uscire dagli schemi, di svincolarsi dai dettami della musica leggera.Le ore che precedono lo spettacolo passano in un clima rilassato, si ride e si scherza malgrado le prove abbiano rivelato alcuni intoppi tecnici e una terribile acustica del teatro. Poi arriva il momento di affrontare il pubblico, il che è sempre un'incognita, perché è difficile immaginare come potrà accogliere contaminazioni di questo tipo. La musica inizia e ritrovo le armonie di Fano...Peccato per la bronchite di Cristiano che non gli permette di esprimersi al meglio e il pubblico non pare essere troppo indulgente.La serata si stempera in brani tratti da "Anima" di Cecilia, da "L'albero della cuccagna" e "Sul confine". Il pubblico applaude, ma tradisce un po' di rigidità e diffidenza.In camerino c'è la coda: chi per chiedere timidamente un autografo, chi per complimentarsi e manifestare affetto, chi per rubare una fotografia, chi per tormentare con interviste. Questo fa parte delle regole del gioco ed entrambi si prestano al rituale, un rituale che fa sentire le solite domande retoriche...Anche questa volta si è fatto tardi, non tutto è andato liscio, ma siamo stati allegri, si commenta la riuscita dello spettacolo e ci si saluta con un arrivederci alla prossima occasione. (F.L.)

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