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Il
fortunato connubio De André -
Chailly continua: questa volta non
c'è la brezza del mare, ma la neve
e l'aria fredda di montagna.Cristiano ha
approfittato dei tre giorni di riposo
della tournée teatrale per
riproporsi con Cecilia Chailly con la
quale condivide «...la voglia di
ritrovare un'anima parlante...la voglia di
scoprirsi, di cimentarsi in nuovi
esperimenti: di proiettarsi
oltre...». Paiono contaminarsi a
vicenda, l'una con la sua carica di
spiritualità e l'altro con la
voglia di uscire dagli schemi, di
svincolarsi dai dettami della musica
leggera.Le ore che precedono lo spettacolo
passano in un clima rilassato, si ride e
si scherza malgrado le prove abbiano
rivelato alcuni intoppi tecnici e una
terribile acustica del teatro. Poi arriva
il momento di affrontare il pubblico, il
che è sempre un'incognita,
perché è difficile
immaginare come potrà accogliere
contaminazioni di questo tipo. La musica
inizia e ritrovo le armonie di
Fano...Peccato per la bronchite di
Cristiano che non gli permette di
esprimersi al meglio e il pubblico non
pare essere troppo indulgente.La serata si
stempera in brani tratti da "Anima" di
Cecilia, da "L'albero della cuccagna" e
"Sul confine". Il pubblico applaude, ma
tradisce un po' di rigidità e
diffidenza.In camerino c'è la coda:
chi per chiedere timidamente un autografo,
chi per complimentarsi e manifestare
affetto, chi per rubare una fotografia,
chi per tormentare con interviste. Questo
fa parte delle regole del gioco ed
entrambi si prestano al rituale, un
rituale che fa sentire le solite domande
retoriche...Anche questa volta si è
fatto tardi, non tutto è andato
liscio, ma siamo stati allegri, si
commenta la riuscita dello spettacolo e ci
si saluta con un arrivederci alla prossima
occasione. (F.L.)
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