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MILANO-
«Scaramante» è il titolo
scelto da Cristiano De André per il
nuovo album che uscirà
venerdì e dopo circa sei anni
(l'ultimo disco fu "Sul confine") sancisce
il ritorno del cantautore. Una buona, se
non ottima chiave di lettura, sta proprio
nel titolo, nel doppio senso del
neologismo "Scaramante". Il riferimento
alla scaramanzia è chiaro. Poi
c'è il valore negativo della "s" in
riferimento ad esperienze, amori, persone,
situazioni: non più care, non
più amate. «No, non è
un concept album, dice Cristiano. O forse
sì: le singole canzoni, pur
conservando autonomia e indipendenza, si
ricollegano in un discorso unitario.
Spesso e volentieri faccio parlare la mia
personalità esprimendo ciò
che penso del mondo». "Scaramante"
è un cd popolato di lamenti e di
rimpianti contro un mondo in degrado,
contro le guide commerciali e
affaristiche, insomma contro tutte le
strutture pubbliche e private che Pasolini
definì anni fa come la "nuova
preistoria". Cristiano De André,
quattro figli (Alice la più piccola
ha solo due anni e mezzo) e una maggiore
maturità acquisita dopo la
scomparsa del padre, oggi è un uomo
che sa ciò che vuole. «Ho
imparato - racconta - a sopportare meglio
i difetti degli altri. Una volta mi
arrabbiavo facilmente se sentivo un
pettegolezzo, una cattiveria. Oggi non
è così. Pensate che questo
disco non lo volevo neanche fare. Dopo la
morte di Fabrizio sono caduto in una
depressione legata soprattutto al lavoro.
Un giorno poi Luca Cersosimo mi ha fatto
vedere le evoluzioni dell'informatica in
campo musicale e ho ricominciato ad
appassionarmi. Prima ho scritto una linea
di basso poi uno spartito per
chitarra...Insomma in un mese avevo pronte
le sedici canzoni. "Scaramante" è
un disco terapeutico con cui mi sono tolto
i dolori di dosso. E' un disco che segna
il crocevia della mia vita». E' da
circa un anno che Cristiano vede spesso
Francesco Baccini e tra i due è
nata un'amicizia anche a livello
lavorativo poiché Baccini ha
scritto qualche verso di "Sempre
anà". «Francesco è
l'unico amico che ho nell'ambiente della
musica e con cui mi sono rimesso a parlare
con un po' di accento ligure dopo ben 22
anni a Milano. Anzi, addirittura sto
pensando di trasferirmi di nuovo in
Liguria e sto ufficialmente cercando
casa».
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