Scaramante


«SCARAMANTE E' IL CROCEVIA DELLA MIA VITA»
«La Stampa» 7.11.2001 di L. Dondoni

MILANO- «Scaramante» è il titolo scelto da Cristiano De André per il nuovo album che uscirà venerdì e dopo circa sei anni (l'ultimo disco fu "Sul confine") sancisce il ritorno del cantautore. Una buona, se non ottima chiave di lettura, sta proprio nel titolo, nel doppio senso del neologismo "Scaramante". Il riferimento alla scaramanzia è chiaro. Poi c'è il valore negativo della "s" in riferimento ad esperienze, amori, persone, situazioni: non più care, non più amate. «No, non è un concept album, dice Cristiano. O forse sì: le singole canzoni, pur conservando autonomia e indipendenza, si ricollegano in un discorso unitario. Spesso e volentieri faccio parlare la mia personalità esprimendo ciò che penso del mondo». "Scaramante" è un cd popolato di lamenti e di rimpianti contro un mondo in degrado, contro le guide commerciali e affaristiche, insomma contro tutte le strutture pubbliche e private che Pasolini definì anni fa come la "nuova preistoria". Cristiano De André, quattro figli (Alice la più piccola ha solo due anni e mezzo) e una maggiore maturità acquisita dopo la scomparsa del padre, oggi è un uomo che sa ciò che vuole. «Ho imparato - racconta - a sopportare meglio i difetti degli altri. Una volta mi arrabbiavo facilmente se sentivo un pettegolezzo, una cattiveria. Oggi non è così. Pensate che questo disco non lo volevo neanche fare. Dopo la morte di Fabrizio sono caduto in una depressione legata soprattutto al lavoro. Un giorno poi Luca Cersosimo mi ha fatto vedere le evoluzioni dell'informatica in campo musicale e ho ricominciato ad appassionarmi. Prima ho scritto una linea di basso poi uno spartito per chitarra...Insomma in un mese avevo pronte le sedici canzoni. "Scaramante" è un disco terapeutico con cui mi sono tolto i dolori di dosso. E' un disco che segna il crocevia della mia vita». E' da circa un anno che Cristiano vede spesso Francesco Baccini e tra i due è nata un'amicizia anche a livello lavorativo poiché Baccini ha scritto qualche verso di "Sempre anà". «Francesco è l'unico amico che ho nell'ambiente della musica e con cui mi sono rimesso a parlare con un po' di accento ligure dopo ben 22 anni a Milano. Anzi, addirittura sto pensando di trasferirmi di nuovo in Liguria e sto ufficialmente cercando casa».

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