"Avevo tredici anni quando ho conosciuto Eugenio, ero poco più che un bambino. La prima immagine che ho di lui è quella di un giovane uomo con i capelli lunghi, vestito da hippy, con l'armonica in una mano e l'asta del microfono nell'altra. Sudato, conciato, calato nell'atmosfera del concerto. Non potevo fare a meno di sentirmi trascinare dalla sua energia, dal suo carisma.
Credo che Eugenio abbia avuto la fortuna di avere avuto vent'anni in un'epoca speciale. Lui rappresentava l'emblema della ribellione di quegli anni; nella sua musica e nella sua immagine proiettavo il senso di libertà che ogni ragazzo di quell'età insegue. Finardi è un grande innovatore, perché brani come "Musica ribelle" non hanno solo una grande spinta emotiva, ma anche una precisa valenza musicale. Nei dischi di Eugenio un musicista trova sempre spunti geniali, dall'uso delle sezioni ritmiche alle sonorità. Lui è sempre stato un anticipatore e per questo lo considero uno dei punti di riferimento essenziali della mia crescita musicale. Con il passare del tempo siamo diventati amici, abbiamo anche scritto alcune canzoni insieme. Eugenio è il fratello maggiore che non ho, ma senza paternalismi, è proprio come un fratello più grande. Forse perché lui non ha un fratello più piccolo...Mi ha sempore spronato a cambiare la mia vita, a cercare la mia strada.
Durante i primi tempi della nostra conoscenza fece di tutto per convincermi a lasciare Genova per stabilirmi a Milano; mi spingeva ad uscire dalla mia famiglia per conquistare la mia indipendenza, voleva che andassi ad abitare vicino a lui. Così, un giorno, senza pensarci troppo, ho fatto le valigie e sono partito per Milano; poi, arrivato davanti alla sua porta, mi sono chiesto che cosa stessi facendo, e così sono tornato indietro...credo di non aver nemmeno bussato...L'amicizia che ci lega ha sempre avuto un valore particolare nella mia vita, benché la nostra frequentazione non sia costante: ci sono infatti momenti in cui ci vediamo assiduamente e altri in cui ci si allontana per un po'.
Ma certo è che i consigli di Eugenio, sia professionali che umani, sono sempre stati molto importanti, anche perché alcuni eventi della sua vita hanno coinciso con i miei e li abbiamo passati insieme, nel bene e nel male. Abbiamo trascorso insieme anche alcuni periodi di vacanza, con le nostre rispettive famiglie, specialmente in Sardegna. Durante una di queste vacanze andammo insieme a pescare più di una volta.
Quando finalmente il primo pesce abboccò al suo amo perse ogni pudore, si sentì immediatamente calato nella parte del pescatore consumato, eccitato da questa nuova esperienza. Eugenio travolge e si lascia travolgere. La sua vita è costellata di nuove scoperte come il volo, la subacquea...tutte cose di cui si invaghisce in modo totale e profondo. Per essere totalmente obiettivi non si può omettere che durante quelle uscite in mare, mi ha perso un paio di volte l'ancora della barca, gettandola senza trattenere la cima!
Il suo carattere è un misto di semplicità e protagonismo , di aggressività e grande dolcezza interiore e tutto questo, a volte, influisce fortemente anche sui rapporti interpersonali. Può essere una persona difficile da interpretare, ma il suo atteggiamento è sempre sincero. Tra noi non manca il gusto di trovarci per suonare, al di là dell'impegno professionale. Credo che sia durante queste serate trascorse insieme, magari nel suo salotto, in mezzo alle sue piante, sulla sua poltrona multicolore, con un buon bicchiere di vino e la luce delle candele, il momento in cui sono nate le nostre cose migliori". Cristiano De André
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