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Il
29 dicembre 1962 Cristiano nasce a Genova. Cresce
in un vivace ambiente culturale, dove teatro e
musica sono componenti quotidiane. Villaggio,
Tognazzi, Tenco, Lauzi, Paoli e De Gregori sono
amici ed abituali frequentatori di casa De
André. A 11 anni Cristiano si avvicina con
successo alla chitarra, a 17 al violino, che studia
per cinque anni al Conservatorio Paganini di
Genova. Compone le prime musiche per alcuni
spettacoli goliardici in scena al Teatro Popolare
di Genova, ma sarà Massimo Bubola, che
conosce Cristiano dai primi anni '70, quando inizia
a collaborare con il padre Fabrizio, a fargli
incontrare un gruppo di ragazzi di Verona con
i quali inizierà a fare musica.
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Sono
Carlo Facchini, Marco Bisotto e Carlo Pimazzoni, i
componenti del gruppo "Tempi Duri", con i
quali nei primi anni '80 inizia l'avventura
musicale.
Nel 1982 esce il primo singolo dei Tempi Duri,
l'anno dopo l'album di esordio "Chiamali Tempi
Duri" e quindi un tour. Con il gruppo Cristiano
accompagna il padre Fabrizio in alcuni suoi tour:
come nel 1981 o nel 1984 nella tournée
"Creuza de ma". Poi i componenti del gruppo partono
per il servizio militare e la band si scioglie. Nel
1985 Cristiano intraprende la carriera di cantante
solista e partecipa al Festival di Sanremo tra le
nuove proposte con il brano "Bella più di
me", raccogliendo consensi di pubblico, arrivando
al 4° posto e vincendo il premio della
critica.
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Seguono
alcuni singoli, ma per un lavoro più
completo si deve attendere il 1987 con l'album
"Cristiano De André" comprendente la
delicata "Briciola di pane" dedicata all' appena
nata figlia Fabrizia. Album realizzati con la
collaborazione di Fio Zanotti e Massimo Bubola. Nel
1990 esce "L'albero della cuccagna", album ispirato
e ricco di contenuti. Partecipano alla
realizzazione artisti di talento quali: Mauro
Pagani, Vince Tempera, Ellade Bandini, Fabrizio
Consoli, Ares Tavolazzi e l'immancabile Massimo
Bubola. Nel filone della canzone d'autore e con un
personale tono ironico si inserisce l'album del
1992 "Canzoni con il naso lungo". Album maturo,
immediato e ricco di energia. Importante la
collaborazione con l'amico Eugenio Finardi. Torna
Bubola ora nella veste di produttore
artistico.
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Nel
1993 Cristiano torna dopo otto anni al Festival di
Sanremo, questa volta nella categoria "campioni".
Presenta "Detro la porta" un brano di notevole
intensità lirica composto con Daniele
Fossati. E' un grandissimo successo: il secondo
posto assoluto, il premio della Critica, il Premio
Volare; il generale apprezamento del pubblico e di
tutti i media per il brano e per l'interpretazione
permettono di attribuire a "Dietro la porta" la
qualifica di vincitrice morale del Festival 1993.
E' un'immensa soddisfazione per Cristiano che vede
ripubblicato il precedente album con l'inserimento
del brano sanremese. Nell'aprile 1995 esce "Sul
confine", in cui Cristiano è accompagnato da
fedeli amici che hanno contribuito alla scrittura
di questo intenso disco, tra gli altri Carlo
Facchini, Eugenio Finardi, Stefano Melone, Massimo
Bubola, Oliviero Malaspina, Daniele Fossati,
Manuela Gubinelli ed il padre Fabrizio nel brano
"Cose che dimentico".
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La
forza interpretativa di Cristiano viene esaltata
dalla profonda e sentita composizione delle
canzoni: in questo album si possono avvertire gli
intensi mutamenti interiori e stilistici che gli
hanno permesso di realizzare un'opera così
convincente. Sono canzoni di frontiera nate da un
lungo periodo di ricerca professionale e personale.
La maturità di cui si parla è
arrivata con le difficoltà che hanno
arricchito il talento innato e che hanno ridefinito
la strada artistica di Cristiano: una strada
tortuosa e spesso in salita, percorsa fino in fondo
ed in completa autonomia. Come egli stesso
sostiene: "credo nella continua ricerca di se
stessi e soprattutto nella coerenza. E' proprio su
questo che baso il mio lavoro di musicista. Quando
ero più giovane vivevo di valori collettivi,
adesso credo maggiormente in valori individuali:
penso che sia importante percorrere una strada
interiore di ricerrca perché se una persona
riesce a sviluppare delle capacità di
introspezione, può sempre
cavarsela".
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Il
titolo "Sul confine" può evocare
qualità e difficoltà di scelte, ma
questo è solo il punto di partenza di quella
ricerca interiore verso il raggiungimento di una
integrità artistica personale.
Integrità che gli permette di creare uno
stile suo unico e riconoscibile. Il 1997 lo ha
visto sul palco del tour "Anime salve" di Fabrizio
De André dove si è messo in luce come
eccellente polistrumentista di "prima fila", ruolo
che è stato di Mauro Pagani. Grande
soddisfazione questa riconfermata nel successivo
tour invernale "Mi innamoravo di tutto" e nel tour
estivo del 1998.
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Nel
novembre 2001 esce "Scaramante" intenso album di
cui lo stesso Cristiano dice: «è un
disco terapeutico con cui mi sono tolto i dolori di
dosso. E' un disco che segna il crocevia della mia
vita». Con "Scaramante", nel 2002 , vince
il Premio Lunezia come miglior album. Torna al
Festival di Sanremo nel 2003 con il brano "Un
giorno nuovo", basato sul concetto della
"comprensione" e ricco di echi etnici. Segue la
raccolta "Un giorno nuovo - live in studio", brani
del suo passato artistico riarrangiati e proposti
in versione live.
F.
L.
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