Scaramante tour


CRISTIANO DE ANDRE', LO SHOW DELLA MATURITA'
«La Repubblica» 12.01.2002

MILANO- E' quello di Cristiano De André il tour più ardente, speziato e ricco di stimoli sonori che sta girando l'Italia. Con una ventina di canzoni suonate, cantate e vissute con una passione rara oggi, il primogenito del grande Fabrizio rompe la sua abituale pigrizia e anticipa i 40 anni (il 29 dicembre) con un'asplosione rock trans-etnico che è una festa per il cuore e le orecchie. A capo della band più fragrante, variopinta e musicale sulle nostre scene (Mario Punzi, Roberto Melone, Giovanni Imparato, Rocco Zifarelli, Carlo Giardina, con gli arrangiamenti di Stefano Melone), Cristiano dà nuova linfa vitale alla linfa del cantautore, ultimamente un po' in ribasso da noi, e si allinea piuttosto ai giovani songwriters anglo-americani David Gray, Rufus Wainwright, Elliott Smith, senza dimenticare i guru del tropicalismo Caetano Veloso e Gilberto Gil. Eternamente (e crudelmente) confrontato con la figura paterna, timido per natura, attento prima di tutto alla serenità della famiglia, padre di quattro figli e fanatico di pesca al traino, De André torna dopo sei anni dall'album "Sul confine". In mezzo c'è stata la tournèe con Fabrizio e la sorella Luvi. Ed ora il disco suo più bello, "Scaramante", è al centro del concerto con un pugno di piccole perle del passato più o meno recente ("Natale occidentale", la cover di Tom Petty "Nel grande spazio aperto", "Notti di Genova"). L'altra sera al Teatro Smeraldo di Milano con Dori Ghezzi e Luvi, c'era in platea tutta la colonia dei genovesi (Antonio Ricci, Fabio Fazio) con diversi musicisti-amici (Franco Mussida, Mauro Pagani), che Cristiano ha ringraziato commosso. Ma tra tutti ha fatto non a caso il nome di Gino Strada di Emergency, per lo straordinario impegno sociale a favore dei diseredati della terra. Con una vocalità sempre intensa e l'accompagnamento di chitarra, violino e bouzouki, Cristiano de André ha suscitato una profonda emozione nel pubblico quando, a sorpresa, ha rivisitato con coraggio tre canzoni di Fabrizio, in dialetto genovese "Creuza de mä" e "Megu megun" e, con echi di danza irlandese, "Il pescatore". A proposito, come ha vissuto l'ultimo tour con suo padre Fabrizio? «Sono stato per tre anni in tour con mio padre: quando me l'ha chiesto sono stato contento, ma anche dubbioso. Non sapevo se farlo, pensavo già al disco nuovo. Poi mi sono buttato ed è stato bello, anche perché ci ha riavvicinato: prima ci vedevamo sì e no una volta la mese, durante il tour invece, quasi tutti i giorni».

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