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Una
serata appena fuori dalla periferia di
Brescia, con la pioggia che scende piano,
senza battere, ma senza nemmeno concedere
pause. Il cielo che da grigio si scurisce,
mantenendo l'umore cupo della giornata
appena trascorsa: insomma un atmosfera per
niente primaverile che non invita certo ad
uscire per un concerto. Ma forse questo
clima dimesso e attutito è l
ambiente migliore per Cristiano che non
ama i riflettori delle grandi platee,
essendo tra l'altro solo alla seconda data
del tour, dopo un assenza dalle scene di
quattro anni. Infatti proprio lui sul
palco ammette: se stasera avessi saputo
che c era un concerto di Cristiano De
André, me ne sarei stato chiuso in
casa . Nonostante tutto questo il CTM di
Rezzato offre un pubblico confortante,
pronto a rispondere con calore. Cristiano
e la band gradiscono subito l'accoglienza
e presentano il nuovo disco con passione e
professionalità. Peccato che
durante Lady barcollando l'impianto
tentenni un po', ma è cosa da poco:
Cristiano riannoda subito i fili con una
chiacchierata che cancella l'attimo di
smarrimento. Le parole che spiegano il
disco sono il piccolo sipario di un
artista cosciente delle proprie
qualità, di un uomo maturo con un
nutrito bagaglio di esperienza musicale ed
umana: scherza e parla con i presenti con
consumata abilità, ma anche con
sincera emozione, aspetti che traspirano
entrambi dalla sua musica. Dal vivo le
canzoni di Scaramante mostrano chiaramente
il lavorio e la ricchezza che contengono,
sostenute da una sezione ritmica
invidiabile con alla batteria Mario Punzi
e con Giovanni Imparato alle percussioni e
alle voci sciamaniche. Il suono ¶ un pop
mediterraneo, raffinato, corposo e mette
in risalto i diversi piani della scrittura
di Cristiano (politico e sociale,
religioso e personale) allo stesso modo
con cui ne fa emergere le sfaccettature
sonore (un intervento rap, una chitarra
classica, qualche colpo di synth, le note
del violino e molto altro).L esecuzione di
Sei arrivata aumenta la temperatura del
teatro con un inizio quasi flamenco e un
ritmo serrato. Il concerto si svolge tra
slanci elettrici guidati dalla tecnica
chitarristica di Rocco Zifarelli e
toccanti ballate in cui Cristiano
può spiegare la sua
sensibilità, come con Il silenzio e
la luce , eseguita in solitudine con la
chitarra acustica e conclusa con un
cantato quasi labiale. L'emozione ¶
palpabile e riduce la distanza dal palco,
portando a qualche battuta sul buzouki (
una bestia rara, che non si trova
più, e se te ne vuoi procurare una,
l'unica ¶ farsela arrivare dalla Turchia,
insieme ad un turco col permesso di
soggiorno ). Lo strumento ¶ anche l
occasione per proporre qualche inedito che
sin dalle prime note si capisce essere
Creuza de m e Megu Megun : una volta
entrato nei brani, Cristiano perde tutta
la sua timidezza e incanta senza suonare
retorico o celebrativo. La band, che vede
anche Roberto Melone al basso e Carlo
Gavina alle tastiere, aumenta lo spirito
etnico dei pezzi di Fabrizio e trascina
tutti in una grande versione de Il
pescatore . Cristiano poi dimostra di
avere anche buone attitudini da rocker con
Nel grande spazio aperto , cover di Tom
Petty, prima di chiudere da solo con un
omaggio al padre ( Invincibili ) e a
Genova ( Notti di Genova ), punti di
riferimento del suo essere artista ed
uomo.Il saluto commosso ci lascia l
immagine di un artista di grande
sensibilita e dall innata capacita di
guardare dentro e fuori di sé. All
uscita la pioggia non ha ancora smesso, ma
queste canzoni sembrano averne caricato il
disincanto di una lieve speranza.
Christian Verzeletti
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