Scramante tour


CONCERTO A REZZATO (Brescia)
9 aprile 2002

Una serata appena fuori dalla periferia di Brescia, con la pioggia che scende piano, senza battere, ma senza nemmeno concedere pause. Il cielo che da grigio si scurisce, mantenendo l'umore cupo della giornata appena trascorsa: insomma un atmosfera per niente primaverile che non invita certo ad uscire per un concerto. Ma forse questo clima dimesso e attutito è l ambiente migliore per Cristiano che non ama i riflettori delle grandi platee, essendo tra l'altro solo alla seconda data del tour, dopo un assenza dalle scene di quattro anni. Infatti proprio lui sul palco ammette: se stasera avessi saputo che c era un concerto di Cristiano De André, me ne sarei stato chiuso in casa . Nonostante tutto questo il CTM di Rezzato offre un pubblico confortante, pronto a rispondere con calore. Cristiano e la band gradiscono subito l'accoglienza e presentano il nuovo disco con passione e professionalità. Peccato che durante Lady barcollando l'impianto tentenni un po', ma è cosa da poco: Cristiano riannoda subito i fili con una chiacchierata che cancella l'attimo di smarrimento. Le parole che spiegano il disco sono il piccolo sipario di un artista cosciente delle proprie qualità, di un uomo maturo con un nutrito bagaglio di esperienza musicale ed umana: scherza e parla con i presenti con consumata abilità, ma anche con sincera emozione, aspetti che traspirano entrambi dalla sua musica. Dal vivo le canzoni di Scaramante mostrano chiaramente il lavorio e la ricchezza che contengono, sostenute da una sezione ritmica invidiabile con alla batteria Mario Punzi e con Giovanni Imparato alle percussioni e alle voci sciamaniche. Il suono ¶ un pop mediterraneo, raffinato, corposo e mette in risalto i diversi piani della scrittura di Cristiano (politico e sociale, religioso e personale) allo stesso modo con cui ne fa emergere le sfaccettature sonore (un intervento rap, una chitarra classica, qualche colpo di synth, le note del violino e molto altro).L esecuzione di Sei arrivata aumenta la temperatura del teatro con un inizio quasi flamenco e un ritmo serrato. Il concerto si svolge tra slanci elettrici guidati dalla tecnica chitarristica di Rocco Zifarelli e toccanti ballate in cui Cristiano può spiegare la sua sensibilità, come con Il silenzio e la luce , eseguita in solitudine con la chitarra acustica e conclusa con un cantato quasi labiale. L'emozione ¶ palpabile e riduce la distanza dal palco, portando a qualche battuta sul buzouki ( una bestia rara, che non si trova più, e se te ne vuoi procurare una, l'unica ¶ farsela arrivare dalla Turchia, insieme ad un turco col permesso di soggiorno ). Lo strumento ¶ anche l occasione per proporre qualche inedito che sin dalle prime note si capisce essere Creuza de mˆ e Megu Megun : una volta entrato nei brani, Cristiano perde tutta la sua timidezza e incanta senza suonare retorico o celebrativo. La band, che vede anche Roberto Melone al basso e Carlo Gavina alle tastiere, aumenta lo spirito etnico dei pezzi di Fabrizio e trascina tutti in una grande versione de Il pescatore . Cristiano poi dimostra di avere anche buone attitudini da rocker con Nel grande spazio aperto , cover di Tom Petty, prima di chiudere da solo con un omaggio al padre ( Invincibili ) e a Genova ( Notti di Genova ), punti di riferimento del suo essere artista ed uomo.Il saluto commosso ci lascia l immagine di un artista di grande sensibilita e dall innata capacita di guardare dentro e fuori di sé. All uscita la pioggia non ha ancora smesso, ma queste canzoni sembrano averne caricato il disincanto di una lieve speranza. Christian Verzeletti

Recensioni