|
|
MILANO
- La fatica e il privilegio di essere
figli a volte convive con quella di essere
padre. Solo adesso che Fabrizio non
c'è più, Cristiano De
Andrè può capire fino in
fondo la sua parabola di figlio-padre e di
padre-figlio. "Ho fatto per due anni il
contadino nell'azienda di famiglia in
Sardegna - racconta ?- e ho capito che non
è il mio mestiere. Allora ho
scritto 'Scaramante' e per la prima volta
è successo qualcosa di importante.
A quasi quarant'anni. Sono contento".
Sembra un nuovo piccolo segno sulla linea
della vita. Un album ascoltato, lodato e
votato. Qualcosa da portare in giro con
orgoglio (ma quello, come l'insicurezza,
è sempre stato il suo argent de
poche). Cristiano è partito da
Osimo con sei musicisti e la famiglia
allargata di strumenti che ha studiato a
scuola e in tour: violino, chitarre,
buzouki...Stasera si ferma allo Smeraldo.
A Milano, la città dove abita, non
la "sua" città. "Ci sto da 23 anni
ma ancora non me la sento dentro. Non mi
piace la frenesia, il grigiore, il
paesaggio. Il fatto che spesso ti ritrovi
solo perchè gli altri hanno sempre
tanto da fare. Mi piace perchè ti
offre un sacco di stimoli giusti. E se ti
serve qualcosa, la trovi anche di notte".
Cristiano De Andrè (nella foto con
Dori Ghezzi e la sorella Luvi) in
realtà è un tipo casalingo:
"Gioco con Alice (le piacciono gli U2, i
Rolling, Vasco Rossi e Zucchero), mi
divido i compiti in casa con Sabrina, che
fa l'assicuratrice. Suono e lavoro in un
piccolo studio domestico. Faccio il
papà. Perchè anche Fabrizia
(15) e i gemelli, Filippo e Francesca
(12), abitano a Milano. Se ci penso fa
impressione anche a me". Si lascia
scappare: "La verità è che
qui mi manca il mare. Genova e il Levante
che frequentavo da bambino, dai bagni di
Corso Italia a Portofino. E la casa in
Sardegna, vicino a Santa Teresa di
Gallura. Lì vado a pesca con amici
sardi, alla traina: il record è un
tonno di 110 chili". Poi torna a Genova.
"Mi piacerebbe abitarci. E' stato anche il
sogno incompiuto di papà: cercava
al porto vecchio. Abbiamo ancora la casa
di nonna. Mamma abita a Rapallo, ogni
tanto la vado a trovare". Scaletta
dall'ultimo album, qualche autocitazione
doverosa. "E tre cose di papà.
Quelle che cantavo nei tour etnici:
'Creuza', 'Megu Megùn' e una
sorpresa. Gli arrangiamenti sono quelli
del disco, c'è un buon equilibrio
tra corde e percussioni". Cristiano
è il 19 aprile a Riccione, il 22 a
Firenze.
|