Scramante tour


"Torna De André, con la mente a Fabrizio"
di M. Mangiarotti 10 aprile 2002

MILANO - La fatica e il privilegio di essere figli a volte convive con quella di essere padre. Solo adesso che Fabrizio non c'è più, Cristiano De Andrè può capire fino in fondo la sua parabola di figlio-padre e di padre-figlio. "Ho fatto per due anni il contadino nell'azienda di famiglia in Sardegna - racconta ?- e ho capito che non è il mio mestiere. Allora ho scritto 'Scaramante' e per la prima volta è successo qualcosa di importante. A quasi quarant'anni. Sono contento". Sembra un nuovo piccolo segno sulla linea della vita. Un album ascoltato, lodato e votato. Qualcosa da portare in giro con orgoglio (ma quello, come l'insicurezza, è sempre stato il suo argent de poche). Cristiano è partito da Osimo con sei musicisti e la famiglia allargata di strumenti che ha studiato a scuola e in tour: violino, chitarre, buzouki...Stasera si ferma allo Smeraldo. A Milano, la città dove abita, non la "sua" città. "Ci sto da 23 anni ma ancora non me la sento dentro. Non mi piace la frenesia, il grigiore, il paesaggio. Il fatto che spesso ti ritrovi solo perchè gli altri hanno sempre tanto da fare. Mi piace perchè ti offre un sacco di stimoli giusti. E se ti serve qualcosa, la trovi anche di notte". Cristiano De Andrè (nella foto con Dori Ghezzi e la sorella Luvi) in realtà è un tipo casalingo: "Gioco con Alice (le piacciono gli U2, i Rolling, Vasco Rossi e Zucchero), mi divido i compiti in casa con Sabrina, che fa l'assicuratrice. Suono e lavoro in un piccolo studio domestico. Faccio il papà. Perchè anche Fabrizia (15) e i gemelli, Filippo e Francesca (12), abitano a Milano. Se ci penso fa impressione anche a me". Si lascia scappare: "La verità è che qui mi manca il mare. Genova e il Levante che frequentavo da bambino, dai bagni di Corso Italia a Portofino. E la casa in Sardegna, vicino a Santa Teresa di Gallura. Lì vado a pesca con amici sardi, alla traina: il record è un tonno di 110 chili". Poi torna a Genova. "Mi piacerebbe abitarci. E' stato anche il sogno incompiuto di papà: cercava al porto vecchio. Abbiamo ancora la casa di nonna. Mamma abita a Rapallo, ogni tanto la vado a trovare". Scaletta dall'ultimo album, qualche autocitazione doverosa. "E tre cose di papà. Quelle che cantavo nei tour etnici: 'Creuza', 'Megu Megùn' e una sorpresa. Gli arrangiamenti sono quelli del disco, c'è un buon equilibrio tra corde e percussioni". Cristiano è il 19 aprile a Riccione, il 22 a Firenze.

Recensioni