Scramante tour


"Lontani da ogni senso di speculazione"
9 aprile 2002

Intervistato da Ugo Bacci de "L'Eco di Bergamo" in occasione di un suo concerto a Rezzato, Cristiano De André così si è espresso - tra l'altro - sul nostro cd "Ed avevamo gli occhi troppo belli" ed in genere sugli anarchici.
Come ha vissuto il dopo Fabrizio De André?

Dopo che mio padre è mancato ho visto un sacco di avvoltoi pronti a farne il nome, a dire "io ero suo amico", a scrivere di qui e di là. Credo succeda normalmente. Certo non è facile vivere in mezzo a questa confusione che qualche volta aggiunge una punta d'amarezza al grande dolore che ti circonda. In questi tre anni ci sono state e ci sono tante iniziative per ricordare mio padre, ma io cerco di seguirne il meno possibile. Certo le cose fatte col cuore mi fanno molto piacere.
Nei giorni scorsi a Carrara gli anarchici hanno ricordato De André con un convegno…
Mi dispiace di non esserci andato, ma d'altra parte sono in tournée e poi ho fatto la mia scelta. Sono vicino a quei circoli che per altro frequentava anche mio padre. Loro hanno una grande onestà intellettuale.
Il giudizio su pubblicazioni come "Ed avevamo gli occhi troppo belli", il cd commemorativo pubblicato dalla rivista "A" è dunque positivo?
Sì, decisamente. Voglio bene a questi amici di Fabrizio De André così lontani da ogni senso di speculazione.

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