Scramante tour


Cristiano De André, applauditi i suoi ritmi etnici
«L'Eco di Bergamo» 26 luglio 2002 di Diego Ancordi

Ieri sera al Parco di S. Agostino il cantautore ha presentato il nuovo cd «Scaramante» e ha fatto rivivere la poesia del grande Fabrizio

Il tempo incerto ha fatto temere il peggio fino all'ultimo perché il concerto di Cristiano De André al Parco di S. Agostino, già rinviato una volta a causa del maltempo, rischiava ieri di essere definitivamente cancellato in caso di pioggia. In quel caso avrebbe lasciato incompiuto l'intento del «Summer Sound Festival» di dare tre scossoni a un'estate cittadina avviata verso il vuoto. La pioggia ha risparmiato i presenti, ma i nuvoloni e il vento della prima serata hanno tenuto lontanto il grande pubblico che questo cantautore merita. Si è così consumato davanti a poco più di 500 persone un concerto piacevole, ricco di suggestioni etniche, di emozioni sottili, di canzoni d'amore e di storie comuni raccontate da un musicista che ha imposto la sua personalità con brani forti e intensi. L'eredità di un padre come Fabrizio De André è, oltre che una responsabilità non indifferente, qualcosa che ti rimane inevitabilmente attaccato addosso per tutta la vita e non è facile prescinderne. Ma Cristiano, che durante il concerto ha voluto ricordare l'ultimo tour fatto assieme alla sorella Luvi e al padre, è abituato a questo ruolo e, superato lo smarrimento dato dalla scomparsa del grande Fabrizio, ne porta avanti la stirpe dal punto di vista artistico con un album di pregevole fattura come Scaramante, presentato praticamente per intero nell'esibizione bergamasca insieme alla band che con lui l'autore lo ha realizzato: Rocco Zifarelli alla chitarra, Roberto Melone al basso, Giovanni Imparato alle percussioni, Mario Punzi alla batteria, Carlo Giardina alle tastiere (e al cantato rap ne La diligenza). Insieme a loro il cantante genovese ha proposto il contenuto di Scaramante ma anche alcuni brani estratti dalla sua produzione precedente, come Tempi duri, La notte di San Lorenzo o Nel grande spazio aperto. Non è mancata una piccola parentesi acustica e c'è stato spazio anche per un omaggio a papà Fabrizio, con l'album-capolavoro Creuza de ma'.

Recensioni