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E'
un Cristiano De André emozionato
quello che si nasconde dietro il sipario
del caratteristico Teatro Comunale di
Osimo. Ieri sera, la ridente cittadina
marchigiana ha, infatti, ospitato la data
zero del primo tour da solista del
cantautore ligure, che per troppo tempo
è stato lontano dai riflettori e
dalla sala di registrazione. Il pubblico
è ansioso. Si abbassano le luci e
la band al completo è lì,
pronta a suonare il nuovo e il meglio del
giovane repertorio di Cristiano.
L'emozione e piccoli inconvenienti tecnici
constringono De André a fermare la
musica, una, due, tre volte. "Datemi tre
minuti e si ricomincia - chiede Cristiano
chiaramente imbarazzato - fate finta di
niente". Il telone scende sugli applausi
scroscianti di un pubblico sbigottito, che
alterna il pensiero dello scherzo
all'incredulità di quanto visto. E
sembra di sentire la sua voce, dentro di
sé, che si domanda "dov'è il
battere, dov'è il levare?",
perché è evidente che
Cristiano, chitarra alla mano, non riesce
a sincronizzarsi con il resto della band.
Aspettiamo che tutto riprenda e lasciamo
lo stupore alla consapevolezza che in una
prova generale tutto è ammesso. La
promessa è presto mantenuta,
l'attesa è breve e la musica
riprende, questa volta per affascinare a
lungo. La scaletta propone una prima parte
interamente dedicata ai dieci gioielli che
compongono il nuovo album, e come
"Scaramante", anche il concerto inizia con
"Buona speranza". L'atmosfera è
presto creata e il trasporto prosegue con
"Le quaranta carte" e "Lady Barcollando".
Poi Cristiano, spezzato il ghiaccio,
saluta il suo pubblico ammettendo di non
contenere l'emozione: "Pensavo un mese fa
alla prima ed ero già teso,
immaginate voi stasera". Dopo aver speso
due parole su Osimo, dove racconta di aver
trascorso più di venti giorni per
mettere su il concerto, Cristiano scorre
brevemente i suoi sei anni di buio
artistico, trascorsi nell'azienda di
campagna che gli ha lasciato il padre: "Ho
evitato la musica - spiega - perché
ricorda i dolori. Poi ho capito che come
contadino valevo poco, perché la
musica è l'unica cosa che so fare".
Il concerto prosegue con i brani
dell'album, e sulle ultime note de "La
diligenza" non c'è testa tra il
pubblico che non si muova ad accompagnare
l'esecuzione. Dal vivo tutto si fa
più vero e la bravura del
polistrumentista Cristiano, circondato da
chitarre per tutti i gusti, si tocca con
mano, quando intona "Sei arrivata", primo
singolo estratto e brano dalle evidenti
difficoltà d'esecuzione. Con "Il
silenzio e la luce" la scaletta abbandona
i brani di "Scaramante", per proporre
canzoni prese in prestito
dall'indimenticabile papà Fabrizio:
"Creuza de mà", "Megu Megun" e "Il
pescatore". A fare da spartiacque tra i
due repertori è "Nel bene e nel
male", tratto dal precedente lavoro di
Cristiano, "Sul confine". Dopo l'omaggio
al padre, è il momento di quattro
chicche della passata produzione: "Nel
grande spazio aperto", "Natale
Occidentale", "Invincibili" e "Notti di
Genova". E' il termine del concerto,
l'applauso non basta, è standing
ovation. All'accendersi delle luci in
sala, la buona riuscita della serata
è tutta nel volto soddisfatto del
pubblico. Per la stampa e pochi fans
fortunati, l'appuntamento con Cristiano
prosegue in un'informale conferenza, che
si snoda tra complimenti e piccole
curiosità dei presenti. De
André si mostra sorridente e
disponibile: "Sono soddisfatto - commenta
- con questo concerto ho cercato di
proporre la mia musica, dividendo quella
che parla di me oggi, "Scaramante"
appunto, da quella che mi lega al
passato". La genuinità di Cristiano
è lì, in bella vista, e si
fa più accesa a cena, dove
MusicaItaliana.com si trattiene per
un'intervista e dove Cristiano si
abbandona a battute sugli inconvenienti
della serata e ai ricordi dei tempi
andati, che, seppur duri, hanno fatto del
giovane De André, l'uomo che tanto
è capace di emozionare.
MusicaItaliana.com
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