Scaramante tour


Cristiano De André affascina alla Prima dello "Scaramante Tour"
Osimo 4 aprile 2002

E' un Cristiano De André emozionato quello che si nasconde dietro il sipario del caratteristico Teatro Comunale di Osimo. Ieri sera, la ridente cittadina marchigiana ha, infatti, ospitato la data zero del primo tour da solista del cantautore ligure, che per troppo tempo è stato lontano dai riflettori e dalla sala di registrazione. Il pubblico è ansioso. Si abbassano le luci e la band al completo è lì, pronta a suonare il nuovo e il meglio del giovane repertorio di Cristiano. L'emozione e piccoli inconvenienti tecnici constringono De André a fermare la musica, una, due, tre volte. "Datemi tre minuti e si ricomincia - chiede Cristiano chiaramente imbarazzato - fate finta di niente". Il telone scende sugli applausi scroscianti di un pubblico sbigottito, che alterna il pensiero dello scherzo all'incredulità di quanto visto. E sembra di sentire la sua voce, dentro di sé, che si domanda "dov'è il battere, dov'è il levare?", perché è evidente che Cristiano, chitarra alla mano, non riesce a sincronizzarsi con il resto della band. Aspettiamo che tutto riprenda e lasciamo lo stupore alla consapevolezza che in una prova generale tutto è ammesso. La promessa è presto mantenuta, l'attesa è breve e la musica riprende, questa volta per affascinare a lungo. La scaletta propone una prima parte interamente dedicata ai dieci gioielli che compongono il nuovo album, e come "Scaramante", anche il concerto inizia con "Buona speranza". L'atmosfera è presto creata e il trasporto prosegue con "Le quaranta carte" e "Lady Barcollando". Poi Cristiano, spezzato il ghiaccio, saluta il suo pubblico ammettendo di non contenere l'emozione: "Pensavo un mese fa alla prima ed ero già teso, immaginate voi stasera". Dopo aver speso due parole su Osimo, dove racconta di aver trascorso più di venti giorni per mettere su il concerto, Cristiano scorre brevemente i suoi sei anni di buio artistico, trascorsi nell'azienda di campagna che gli ha lasciato il padre: "Ho evitato la musica - spiega - perché ricorda i dolori. Poi ho capito che come contadino valevo poco, perché la musica è l'unica cosa che so fare". Il concerto prosegue con i brani dell'album, e sulle ultime note de "La diligenza" non c'è testa tra il pubblico che non si muova ad accompagnare l'esecuzione. Dal vivo tutto si fa più vero e la bravura del polistrumentista Cristiano, circondato da chitarre per tutti i gusti, si tocca con mano, quando intona "Sei arrivata", primo singolo estratto e brano dalle evidenti difficoltà d'esecuzione. Con "Il silenzio e la luce" la scaletta abbandona i brani di "Scaramante", per proporre canzoni prese in prestito dall'indimenticabile papà Fabrizio: "Creuza de mà", "Megu Megun" e "Il pescatore". A fare da spartiacque tra i due repertori è "Nel bene e nel male", tratto dal precedente lavoro di Cristiano, "Sul confine". Dopo l'omaggio al padre, è il momento di quattro chicche della passata produzione: "Nel grande spazio aperto", "Natale Occidentale", "Invincibili" e "Notti di Genova". E' il termine del concerto, l'applauso non basta, è standing ovation. All'accendersi delle luci in sala, la buona riuscita della serata è tutta nel volto soddisfatto del pubblico. Per la stampa e pochi fans fortunati, l'appuntamento con Cristiano prosegue in un'informale conferenza, che si snoda tra complimenti e piccole curiosità dei presenti. De André si mostra sorridente e disponibile: "Sono soddisfatto - commenta - con questo concerto ho cercato di proporre la mia musica, dividendo quella che parla di me oggi, "Scaramante" appunto, da quella che mi lega al passato". La genuinità di Cristiano è lì, in bella vista, e si fa più accesa a cena, dove MusicaItaliana.com si trattiene per un'intervista e dove Cristiano si abbandona a battute sugli inconvenienti della serata e ai ricordi dei tempi andati, che, seppur duri, hanno fatto del giovane De André, l'uomo che tanto è capace di emozionare. MusicaItaliana.com

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