Recensioni all'album
"Un giorno nuovo - live in studio"


"Un giorno nuovo - live in studio"
dalla rete

Cristiano De André presenta il 'live in studio', presto il tour
E' lunedì mattina e Cristiano De André si è svegliato presto, colpa di un forte raffreddore e soprattutto della voglia di lanciarsi nella promozione della sua nuova creatura: "Un giorno nuovo - live in studio" (vedi News). "Avevo proprio voglia di raccogliere in un solo album le cose che ho fatto in questi ultimi dieci anni", svela Cristiano a Rockol, "per questo ho scelto soprattutto canzoni dell'album 'Sul Confine', cui io sono molto legato. Volevo rivalutarlo e sentirlo suonato di più rispetto a prima, perché era abbastanza asettico". Il ricordo si fa visibilmente amaro: "La casa discografica, la Wea, non ha mai creduto in quell'album, non ha investito, non ha fatto niente per promuoverlo. Così, in un momento come questo, visto che le cose stanno andando molto meglio, avevo voglia di riproporlo. Qualche brano l'ho riarrangiato, come 'Dietro la porta' e 'Canzoni con il naso lungo'". Ora Cristiano sorride e il perché lo intuiamo: quest'ultima canzone nel nuovo album è presente in una ironica versione realizzata in coppia con Elio e le Storie Tese. "L'idea è nata per caso", racconta divertito, "Elio lavorava nello studio accanto al mio, così ci è venuta la voglia di fare il pezzo insieme e di stravolgerlo un po'". Unico inedito dell'album è 'Un giorno nuovo', "una canzone d'amore che parla soprattutto di comprensione", precisa, "di quella comprensione che è alla base di tutto, dei disamori, dei problemi. E' con la comprensione che si riescono a capire anche persone diverse, culture diverse, religioni diverse. Questo è alla base della pace". Una breve pausa e Cristiano conclude la riflessione: "Se ci fosse un po' più di comprensione, se si riuscisse a vedere al di là di quello che siamo, senza vederci così magnifici, e a metterci un po' in gioco, non sarebbe male". De André racconta poi di essere entusiasta all'idea di partire presto in tour: "Inizierà verso la metà o la fine maggio", dice, "faremo un tour estivo in spazi aperti e torneremo ai teatri a novembre". E per un prossimo album di inediti? "C'è già qualcosa di pronto", svela, "però voglio pensarci bene, voglio lavorare bene. Questa raccolta mi serve anche per prendere un po' di pausa, appunto cantando dal vivo". Intanto il Festival di Sanremo, dal quale Cristiano è reduce, è solo un piacevole ricordo: "Sanremo non rappresenta la musica italiana, non è tutto quello che si ascolta e che esce in Italia, ma io ci riandrei, perché mi sono divertito tanto". www.rockol.it/News.asp?idartista=4762


CRISTIANO DE ANDRE' - live in studio

Da venerdi prossimo, 21 marzo, sarà nei negozi il nuovo album di Cristiano De André, dal titolo "Un giorno nuovo - Live in studio", che contiene il meglio della sua produzione discografica, da "L'albero della cuccagna" (1990), all' ultimo "Scaramante" (2001), fino alla partecipazione al Festival di Sanremo 2003 con "Un giorno nuovo", unico inedito del disco. Anche se l'album è stato realizzato in studio, presso le Officine Meccaniche Next di Milano, Cristiano ha voluto riprodurre l'atmosfera del concerto, con le canzoni suonate dal vivo. In scaletta anche "Canzoni con il naso lungo", che vede duettare il cantautore genovese con Elio. Da maggio partirà il tour, durante il quale De André sarà accompagnato dai musicisti Rocco Zifarelli alla chitarra, Roberto Melone al basso, Carlo Giardina alle tastiere, Mario Punzi alla batteria e Giovanni Imparato alle percussioni. Questa la tracklist: "Un giorno nuovo" "Nel bene e nel male" "Notti di Genova" "Lady Barcollando" "Dietro la porta" "Buona speranza" "Sei arrivata" "Sul confine" "Ciò che ci resta" "Natale occidentale" "Invincibili" "Canzoni con il naso lungo".
www.radiomia.it/primigiri.asp

 
Il meglio di Cristiano De André in un album

"Un giorno nuovo - Live in studio" è il titolo del nuovo lavoro di Cristiano De André, un cd che ripercorre la sua carriera da "L'albero della cuccagna" (1990) al più recente "Scaramante" (2001), per un totale di 12 canzoni tra cui un solo inedito, "Un giorno nuovo", il brano portato a Sanremo 2003. L'album, registrato in studio, tenta di ricostruire l'atmosfera live: "L'esperienza del Tour 2002 è stata galvanizzante - racconta De André - per cui volevo rivivere e far rivivere a chi viene ai miei concerti l'atmosfera unica e particolare che si crea durante lo spettacolo". Il Tour, che partirà da maggio 2003, vedrà affiancare al cantautore i fidi Mario Punzi alla batteria, Carlo Giardina alle tastiere, Rocco Zifarelli alla chitarra, Roberto Melone al basso e Giovanni Imparato alle percussioni. Il cd sarà nei negozi a partire dal 21 marzo.
www.radiocuore.it/notizia.asp?id=245


La storia di Cristiano De André nel nuovo album

"Un giorno nuovo - Live in studio" è il nuovo album di Cristiano De André, che raggiungerà i negozi a partire dal prossimo venerdì 21 marzo. Le dodici canzoni contenute nel disco ripercorrono il meglio della passata produzione del cantautore genovese, da "L'albero della cuccagna" (1990) al più recente "Scaramante" (2001), fino al brano con il quale De André ha partecipato all'ultimo Festival di Sanremo, "Un giorno nuovo", unico inedito in tracklist. Nonostante sia registrato in studio (nelle Officine Meccaniche Next di Milano), l'album tenta di ricostruire l'atmosfera live: «L'esperienza in tour è stata galvanizzante - racconta De André - Volevo rivivere e far rivivere a chi viene ai miei concerti l'atmosfera unica e particolare che si crea durante lo spettacolo, l'armonia sul palco con i miei amici musicisti e il sapore irripetibile delle canzoni suonate dal vivo. Ma la soddisfazione più grande è la possibilità di offrire un disco live con il massimo della qualità sonora». L'album, che ospita anche un simpatico duetto con Elio delle Storie Tese in "Canzoni con il naso lungo", anticipa il tour che, a partire da maggio, vedrà De André esibirsi dal vivo nelle principali città italiane. I musicisti che hanno accompagnato l'artista nella realizzazione di questo nuovo progetto sono gli stessi che lo hanno affiancato nello "Scaramante Tour": Mario Punzi alla batteria, Carlo Giardina alle tastiere, Rocco Zifarelli alla chitarra, Roberto Melone al basso e Giovanni Imparato alle percussioni.
www.musicaitaliana.com/news/it/2003/03031404.html


De Andrè, discorso sulla comprensione

Cristiano rivisita i suoi ultimi dieci anni in un live in studio intitolato Un giorno nuovo, come il brano sanremese in cui "convivono uno stile inglese e un intermezzo arabo, nella speranza che avvenga oltre la musica". Ospiti Elio e le Storie Tese. A quarant'anni abbondanti (compiuti alla fine di dicembre) Cristiano De Andrè si è fatto crescere il pizzetto e ha tirato fuori di tasca un'antologia di sue canzoni, rivissute con un approccio particolare, quello del live in studio. L'album si intitola Un giorno nuovo, come il pezzo che Cristiano ha portato a Sanremo, e comprende fra l'altro una divertita versione di Canzoni con il naso lungo fatta insieme ad Elio e le storie tese. In attesa di un'imminente operazione alle corde vocali e di un tour estivo, abbiamo parlato con il musicista ligure di queste nuovo disco.
Con che spirito ha messo le mani su queste canzoni? Ho cercato di mettere delle cose che mi rappresentassero in questi dieci anni. Avevo voglia di fermare qualcosa e poi anche di dare un senso alla canzone di Sanremo. Non avevo pronto un disco inedito e allora ho cercato di sopperire a questo in un modo che fosse buono e immediato, infatti l'ho fatto con il gruppo con cui ho suonato negli ultimi due anni. Ho arrangiato le cose in maniera diversa.
'Dietro la porta' è una delle canzoni che hanno subito una mutazione più evidente. Il solo fatto che non ci sia il pianoforte offre già una prospettiva diversa...Sì, volevo cambiare vestito. Non c'è il pianoforte, ma neanche gli archi. Ho voluto farla un po' jazzata. L'arrangiamento originale era troppo legato a quel Sanremo. Ci sono canzoni che ti rappresentano in un momento e poi basta, bisogna cercare di toglierle da quella contingenza.
Ci sono pezzi che avrebbe voluto mettere, oltre a questi? Sì, ci poteva essere America dal mio primo disco e Non mi so fermare da L'albero della cuccagna. E anche Cose che dimentico. Che però non ho messo perché volevo dare spazio a cose più ariose.
Lei è un ottimo musicista, ma tiene molto anche alla dimensione cantautorale. E' una dicotomia che sente ancora irrisolta? Mah, non so, io nasco sicuramente come musicista però da Scaramante, ma anche da Sul confine in poi, vedo che le cose si fondono, anche perché faccio un po' il regista. Anche quando ci sono cose non mie, cerco di prendere quelle che mi rappresentano, cerco di collocarle in un discorso. Sono comunque alla ricerca della parola, visto anche che in casa mia si respirava molta poesia mi riesce difficile essere didascalico. Con il passare degli anni poi ho creduto un po' più in me, in Cristiano. All'inizio ogni cosa che scrivevo la cestinavo, ero il primo a far sempre paragoni con mio padre o con De Gregori. Da quando mi sono accettato è diventato tutto più semplice.
Ha una vocalità ben definita, molto personale. Nell'inciso del brano di Sanremo invece ha cercato una tonalità atipica. Che rapporto ha con la sua voce? Beh, a Sanremo avevo anche dei problemi alle corde vocali. Però è vero, avevamo trovato una soluzione armonica un po' diversa, ma me ne sono accorto solo dopo di avere una tonalità più alta del solito. Ma è stato anche un esperimento. In generale però devo dire che non sento di aver mai avuto uno stile preciso, perché mi sono sempre piaciute molte cose.
'Un giorno nuovo' è firmato da cinque autori, una cosa insolita...Sì, troppi. E' un pezzo nato da parti diverse, che poi io ho messo insieme. I tempi erano brevi per presentare il pezzo e a me piaceva una cosa, poi ne ho scritta un'altra, poi ne ho presa un'altra ancora. Ho visto che stavano bene insieme e le ho riunite. Ma succede spesso. Poi mi piaceva mettere insieme uno stile inglese con quell'intermezzo arabo, farli convivere nella speranza che possano convivere anche al di fuori della musica. Visto anche che la canzone parla di comprensione, che è il discorso che sta alla base della pace. E. Deregibus
www.kwmusica.kataweb.it/kwmusica/ppscheda.jsp?idContent=
109468&idCategory=2028

 

E' uscita in questi giorni "Un giorno nuovo - Live in studio", una raccolta dei tuoi brani più significativi. Cosa ti ha spinto a rivisitare il tuo passato artistico? L'ho fatto per raccogliere un po' i miei vecchi lavori, visto che è passato del tempo dalla loro pubblicazione. Volevo riprendere in considerazione i miei ultimi dieci anni, e riunirli in una raccolta mi è sembrato interessante. Qualche brano hai sentito il bisogno di riarrangiarlo? Sì, ho rivisitato "Dietro la porta" e "Canzoni con il naso lungo". Gli altri brani li ho lasciati più o meno invariati, però li ho suonati di più, molto di più. Questa forse è la novità dell'album. Come nasce l'idea di cantare con Elio e le Storie Tese? L'idea è nata per caso. Elio lavorava nello studio accanto al mio, nelle Officine Meccaniche Next di Milano, era lì e ci è venuta l'idea di stravolgere un po' "Canzoni con il naso lungo". Abbiamo pensato di farla tipo rockabilly, allora Faso (bassista di Elio e le Storie Tese) è entrato incuriosito dal suono e ha detto "bello, interessante, non sarebbe male partecipare". Poi ho chiesto ad Elio se aveva voglia di cantarla insieme a me ed è nata questa versione, molto carinamente. Le canzoni da inserire nella raccolta come le hai scelte? Ho preferito i brani di "Sul confine", che è un album che si è perso un po' e a cui sono molto legato per questioni private. Volevo rivalutarlo e sentirlo suonato anche di più rispetto a prima che era abbastanza asettico e volutamente distaccato. E' un disco nel quale la casa discografica non ha creduto, la Wea non ha investito, non ha fatto niente per promuoverlo e così, in un momento come questo, visto che le cose stanno andando molto meglio, avevo voglia di riproporlo proprio con quei brani che ho scelto. Poi ho ripescato dal mio passato canzoni come "Natale occidentale" e "Nel bene e nel male", che è un pezzo che amo tanto. Anche Antonio Albanese è impazzito per quel brano, dice che è una delle canzoni più belle che abbia mai ascoltato (sorride). A proposito di "Sul confine", già in tour avevi proposto da quell'album "Notti di Genova", un brano pieno di nostalgia per la tua terra. Qual è la sua storia? E' la storia di un ricordo. Genova è una città strana, dalla quale è molto difficile andarsene, è una specie di mamma tentacolare, è una calamita, e quando riesci ad andare via, non ad abbandonarla, ma a uscirne per lavoro per esempio, allora ne sei già fuori. Il ricordo, però, è sempre forte e credo che per chiunque sia andato via da Genova sia così. In "Notti di Genova", poi, il ricordo è ambivalente, perché mi riporta alla mente anche una mia storia di quando ero ragazzo, con una persona. "Un giorno nuovo", la canzone che hai portato a Sanremo e unico inedito dell'album, è solo una canzone d'amore o dice bene chi vuole inserirla in un contesto di pace e di guerra? E' una canzone d'amore, è vero, ma parla soprattutto di comprensione. Quando dice "ti ho cercato da sempre", dice ho cercato la comprensione in un'altra persona, ho cercato il feeling, ho cercato l'intesa. La compensione è alla base di tutto, dei disamori, dei problemi, con la comprensione si riescono a capire anche persone diverse, culture diverse, religioni diverse. E' alla base della pace e quindi se ci fosse un po' più di comprensione, se si riuscisse a vedere al di là di quello che siamo, senza crederci magnifici, ma mettendoci un po' in gioco, non sarebbe male. E' passato un mese dalla tua partecipazione a Sanremo, ti va di fare un piccolo bilancio? Direi che mi sono divertito, ho vissuto una settimana sentendomi tipo Michael Jackson, c'era chi urlava "Cristiano!!!", interviste in gran quantità... e poi torni a Milano ed è tutto normalissimo. Ti viene quasi voglia di andare in giro a scrollare la gente: guarda che sono qua (ride). A parte gli scherzi, erano dieci anni che non tornavo a Sanremo e per questo l'ho vissuto con una certa tensione, ero molto emozionato soprattutto la prima sera quando ho cantato tardissimo, però mi sono divertito tanto. Anche a livello di classifiche è andata bene, per cui il quadro è positivo. C'è chi dice che il Festival di Sanremo è morto, tu cosa ne pensi? Credo che Sanremo non rappresenti la musica italiana, punto. Non è tutto quello che si ascolta e che esce in Italia, però ognuno ci va a pescare dentro qualche cosa. Personalmente ho portato una canzone che c'entrava poco con il Festival e che non aveva un inciso eclatante, ma ho preferito essere coerente e presentare un pezzo che fosse veramente mio. E se tornassi indietro? Ci riandrei, mi sono divertito. E poi avevo voglia di mettermi in gioco, di provare un po' di emozioni. I tuoi figli hanno tifato per te? Sono tuoi fans? Sì, assolutamente sì (sorride). Quanti figli hai? Quattro: Fabrizia di sedici anni e mezzo, i due gemelli Filippo e Francesca che hanno tredici anni e poi c'è Alice di quattro anni. E tu che padre sei? Non so, è difficile definirsi, però mi sembra di comunicare, di parlare abbastanza con loro. Quando ci sono, ci sono. Sto bene con i miei figli, sono legato e gli voglio molto bene. Torniamo alla musica, è in previsione un album di inediti entro l'anno? Non lo so. C'è qualcosa, però voglio pensarci bene, voglio lavorare bene, infatti questa raccolta mi serve anche per prendere un po' di pausa e spero di fare presto concerti. Il tour quando partirà? Inizierà verso la fine di maggio. Faremo un tour estivo in spazi aperti e torneremo ai teatri a novembre. Conti di fare anche un salto nella tua fazenda in Sardegna? Effettivamente l'ho trascurata un po'. E' che c'ho provato a fare la vita di campagna, ma non ci sono riuscito, però lì ho una casa al mare e posso sempre andare a pescare.
www.musicaitaliana.com/interviste/cristianodeandre.html

 

Un giorno nuovo: un "concerto in studio" per Cristiano De André

Anche Cristiano De André, dopo la performance di Sanremo, ha immesso sul mercato la propria raccolta post Festival. A differenza delle molte pubblicazioni inutili, Un giorno nuovo (questo il titolo, preso a prestito dal nuovo singolo dell'Ariston) si preannuncia interessante per due motivi: è la prima raccolta del cantautore genovese, ed è un singolare tentativo di conferire un´atmosfera "live" ad un album in studio. I brani inclusi percorrono tutti gli album della discografia da L´albero della cuccagna (1990) a Scaramante (2001), escludendo solo l´esordio omonimo del 1987; l´unico inedito sarà proprio Un giorno nuovo, votato da Genovagando come miglior brano del Festival appena terminato. A.Gambaro
www.genovagando.it/musica

 

Un'altra alba per De André

"Un giorno nuovo", dodici fotografie in musica per fissare una volta per tutte il suo percorso artistico. Prima e dopo, con e senza, dentro e oltre la presenza di cotanto padre. A forza di sentirsi dire che dopo anni vissuti all'ombra del padre, a cercare una forma tutta sua, a provare e riprovare la chiave che apriva le porte della maturità, Cristiano De André, a 40 anni compiuti da poco, s'è messo a rovistare nella soffitta della sua musica e ha tirato fuori undici brani "da salvare", come li chiama lui. Così, il 21 marzo scorso è uscito "Un giorno nuovo". Un album di transizione tra il successo di "Scaramante" e il prossimo lavoro di inediti che è già in cantiere. Tutto questo dopo il ritorno sul palco dell'Ariston.

Sei tornato a Sanremo dopo dieci anni. Come lo hai trovato?
Identico a se stesso. È il solito carrozzone. Un Paese dei balocchi in cui ti senti come Pinocchio. Sei per una settimana sulle montagne russe e quindi ti diverti. Ma non credo possa essere qualcosa di diverso da questo.
Quarant'anni e qualche mese... era il momento giusto per fare una raccolta?
Non lo so. So che questa raccolta non è un "the best of" ma un insieme di pezzi che credo mi rappresenti. Sono delle fotografie musicali. Ero convinto che alcune canzoni non fossero state valorizzate abbastanza, soprattutto quelle di "Sul confine" (uscito nel 1995, ndr), un album a cui sono molto legato. La casa discografica (la Wea, ndr) non ha fatto granché per promuoverlo, forse perché non ci hai mai creduto. Questo mi sembrava il momento giusto per riproporlo.
Undici brani più un inedito scelti dal passato raccolti insieme sotto il titolo "Un giorno nuovo". Cos'è, il mettere per iscritto che hai voltato pagina?
Diciamo che la sensazione e la volontà di dar vita a qualcosa di nuovo erano già all'origine di "Scaramante". L'ultimo disco è un insieme di cose che ho voluto salvare del mio passato. Qualche brano l'ho riarrangiato perché volevo mostrasse i segni del cambiamento.
La canzone che hai portato a Sanremo è una sorta di inno alla comprensione. Chi secondo te dovrebbe prenderlo alla lettera?
Tutti, proprio tutti. La comprensione è alla base della vita e sarebbe la soluzione per molti problemi. La comprensione è una forma d'intelligenza purtroppo poco diffusa.
Accendi la tv e... che cosa vedi?
Non la accendo. Mi sembra uno spettacolo talmente inutile che evito di guardarlo. Credo sia diventata lo specchio di una sottocultura che oramai è sotto gli occhi di tutti. Salvo i programmi di satira. Sono gli unici che guardo a parte i film.
Quali sono le cose belle della tua vita?
Bella domanda. Sono i miei figli. Una manciata di canzoni e le sicurezze che mi sono conquistato in questi anni. In realtà faccio molta meno fatica a individuare le cose che non mi piacciono.
Sei cresciuto, hai vissuto e stai girando intorno alla musica. Credi che sia una delle grandi passioni collettive (politica, fede, calcio...) che rischia di essere risucchiata da quella che i parolai chiamano "crisi del Terzo Millennio"?
La musica è sempre stata sconsiderata rispetto alle altre espressioni creative: la letteratura, l'arte, il cinema. Credo ci sia qualcosa oltre il business che permetterà sempre a chi fa musica di trasmettere arte.
Un anno fa ci siamo lasciati con una "Buona speranza". A che punto siamo?
Esattamente lì. Bisogna crederci perché è l'unica cosa che ci rimane. Non si può mollare. Non so se ho fatto dei passi avanti, sicuramente non ne ho fatti all'indietro.
18  aprile  2003 Barbara Del Pio

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