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PFM
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Strepitoso
concerto del gruppo all'Alcatraz di
Milano: una festa solenne Pfm, generatore
di emozioni
«La
Provincia di Lecco»
13.11.2002
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The
Award Winning Marconi Bakery, la
divertente dicitura estera, oppure un
inedito "Premiato Generatore di Van Der
Graaf": si possono usare innumerevoli
frasi ad effetto per descrivere il
concerto da record che la Premiata
Forneria Marconi, lo scorso lunedì
all'Alcatraz, ha proiettato nella storia.
Una Festa solenne, incredibile! Ecco come
definire, senza esagerare, l'esibizione
del gruppo milanese. Premiata o Pfm che
dir si voglia, le diciture poco contano:
su tutto la qualità musicale -
elevatissima - che persone come Mussida,
Premoli, Di Cioccio, Djivas, Mauro Pagani,
Peter Hammill e tutti quegli uomini, quei
musicisti, inglesi, italiani e
cosmopoliti, infondono ancora al mondo.
Quel mondo fantastico, fiabesco e
incredibilmente potente chiamato rock
progressivo l'hanno inventato loro, e solo
loro, meglio di chiunque altro, possono
ancora convertirlo in energia pura. Quasi
tre ore senza tempo - siamo nel 2002 ma
poteva essere anche il '72 - di uno show
incredibile, di gran lunga tra i migliori
della Pfm, con stilettate di note
penetranti e vitali: Photos Of Ghosts
nella sua quasi totalità, La Luna
Nuova, Dolcissima Maria, le facili , forse
ripetitive, ma sempre godibili Maestro
della Voce e Si può fare
(scoppiettante e infarcita di citazioni).
Ed ecco che accade l'immaginifico: Peter
Hammill, il creatore dei gloriosi Van Der
Graaf Generator, in una doppietta che
infiamma i cuori: dopo una già
superba Sea Of Memory , splendido inedito
di studio con la Pfm che sancisce la prima
collaborazione tra i due colossi in
trent'anni, ecco che Peter, in italiano,
canta, urla, vive, una Impressioni di
settembre da infarto emozionale! Solo
questo brano ripaga il prezzo del
biglietto, ma la festa continua.
Incredibile l'energia del 57enne Franz Di
Cioccio, batterista, cantante, showman,
atleta, cabarettista, financo mimo alla
Marcel Marceau: vitalità sincera,
schietta, come del resto la
paciosità e saggezza di Franco
Mussida, la flemma di Patrick Djivas, il
cipiglio stilistico di Flavio Premoli. Le
deflagrazioni simbiotiche gruppo-pubblico
sono pressoché continue,
inframmezzate dai non meno intensi momenti
riflessivi di Peninsula (da Jet Lag ) del
piano solo di Premoli, o dei ricami
violino-flauto di... Mauro Pagani!
Sì, proprio lui: il grande talento
nazionale, quasi un sol uomo con il suo
gruppo di sempre, come se non se ne fosse
mai separato, e il suo sorriso di gioia lo
conferma appieno. Una cornucopia di
inesauribili sorprese: la battaglia di
violini, fedelmente commentata dai ritmi
del secondo batterista, il comasco Roberto
Gualdi, tra Lucio Fabbri, all'epoca
illustre rimpiazzo di Pagani, e
quest'ultimo, anch'essa inedita, è
adrenalina pura. Ai due violini se ne
aggiunge un terzo: quello di Cristiano De
André, che, assieme alla Pfm, a
Pagani e a tutto il pubblico canta e suona
il Pescatore in un'atmosfera ormai da
fantascienza. Rientra Hammill (al solo
tamburello) per unirsi ai più
nell'eseguire Celebration . La scaletta
non finisce ancora: ecco Bandiera Bianca
di Battiato, con Di Cioccio galvanizzato:
"Ci vediamo tra trent'anni!"
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All'Alcatraz
di Milano la band risponde in note a
Battiato. PFM: 30 anni di musica
festeggiati sul palco con Pagani, Fabbri e
Hammil
«LA
PROVINCIA PAVESE»
13.11.2002
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PAVIA.
"Bravi ragazzi: mi avete fatto piangere".
E se a dirlo è una Fernanda Pivano,
che ha passato la vita alla ricerca del
bello e della poesia ci si può
credere. Quel che si può meno
credere è che siano dei ragazzi,
visto che la Pfm l'altra sera con il
concerto all'Alcatraz di Milano
festeggiava il suo trentennale
discografico dimostrando a suon di
pubblico che la loro musica è
sì fatta di ricordi, ma regge
ancora bene. E quando vuole sa emozionare.
Peccato che il loro pezzo più
amato, "Impressioni di settembre", sia
stato affidato in concerto al cattivo
italiano di Peter Hammil, voce invece
intensissima nella nuova "Sea of memory"
contenuta nel doppio "Live in Japan 2002"
della band milanese uscito venerdì
scorso. Hammil non era l'unica guest star
di questo compleanno in musica che ha
regalato al pubblico (in platea c'era
anche Dori Ghezzi) un cavallo di battaglia
come "Il pescatoreÈ"di Fabrizio De
André reso al meglio dalla presenza
sul palco di ben tre violini incontrati
lungo la trentennale strada della
Premiata: Lucio Fabbri, Mauro Pagani e
Cristiano De André, al quale
è stato affidato anche il ruolo di
interprete vocale. Di Cioccio, Mussida,
Djivas e Premoli hanno sfoderato con
entusiasmo tutti i pezzi storici: da
"Suonare, suonare" a "Celebration", da
"Maestro della voce" (dedicata ad un altro
compagno di strada: Demetrio Stratos) ad
una ironica cover di "Bandiera bianca" con
la quale la Pfm ha risposto all'omaggio di
Battiato che, in "Fleurs 3" ha ripreso la
loro "Impressioni di
settembre".
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«Il
Gazzettino» 13.11.2002 di B.
Marzi
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"Tanta
musica", commenta Eros, un fan "storico"
con al seguito il figlio cantautore. "Ma
suonano sempre così?", gli fa eco
una 24enne armata di macchina fotografica
al primo incontro ravvicinato con la Pfm.
Questo e altro si ascolta tra la folla
atipica e variegata (padri, figli, nipoti)
che l'altra sera all'Alcatraz applaude e
lacrima al "Celebration day" della
Premiata Forneria Marconi: trent'anni
abbondanti in pista con il celebre marchio
(ma quasi un decennio di black out
discografico. "Se non fosse stato per la
tenacia di Franz Di Cioccio oggi non
saremmo qu", commenta sorridente Franco
Mussida, che presentano oggi più
fresco e vitale che mai. Come?
Semplicemente "suonando suonando",
mettendosi sempre in gioco artisticamente,
migliorando tecnicamente, se possibile,
con il passare degli anni. In platea
c'è anche qualche occhio a
mandorla, e non a caso in questi giorni
è uscito il doppio cd "Live in
Japan 2002" (il dvd in vendita a fine
settimana) mentre i nomi dei vip non sono
quelli dei soliti presenzialisti. In
qualche maniera anche sul palco succedono
fatti storici e improbabili fino a pochi
mesi fa. In primis la presenza di Mauro
Pagani in ben 11 brani, lui attualmente in
giro con Ligabue "acustico" e fuori dalla
band dallo show milanese del "QT8" negli
anni Ottanta, quella di Cristiano De
André per una storica "Il
pescatore", assieme a Lucio Fabbri, a tre
violini. Arriva anche un magrissimo e
quasi ieratico Peter Hammill per "Sea of
memory", il brano-suite inedito del cd
live, e poi si lancia con esito brillante
in "Impressioni di settembre", il
superclassico degli anni settanta. La
scaletta, 23 brani spalmati su due ore e
quaranta minuti di show, parte suadente
con "River of life" e "Photos of ghost" in
versione integrale e suonata benissimo.
Franz omaggia Stratos in "Maestro della
voce". Dal recente passato ecco "La
rivoluzione" a cui segue "La luna nuova".
Arriva Hammill per la sua doppia
performance. "Peninsula" di Franco Mussida
e "Promenade the puzzle" introducono l'
assolo di Flavio Premoli al piano. Quando
Pagani appare in scena l' applauso
è caldo, crescente affettuoso. Un
vecchio amico che non poteva mancare alla
festa. L'inizio di Mauro è per il
flauto di "Dove... Quando", a cui seguono
"Il banchetto" e "Dolcissima Maria". I
cori sono quelli "giusti", le voci
rispecchiano l' antica scrittura. "Suonare
suonare" e "Si può fare" sono il
giusto tributo alla forza e alla tecnica
di Franz Di Cioccio ("Com'è che a
ogni concerto ringiovanisce?", scherzano
gli altri in camerino). Ancora Pagani per
"Mr. 9 till 5" e "Altaloma". Fabbri e lo
stesso Pagani "battagliano" a sviolinate
per finire nella celebre ouverture del
"Guglielmo Tell". Trionfo totale nel
momento in cui arriva Cristiano De
André che canta e suona "Il
pescatore". I bis, con tutti in scena,
sono ovviamente "Celebration" e "La
carrozza di hans". Liberatoria poi la
risposta a Battiato "l'iconoclasta" con
"Bandiera bianca". Lo show èstato
interamente ripreso dalla tivù.
prossimamente una decina di date nei
teatri.
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