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RISPESCIA
- Il ritorno di un artista di grande
classe e sensibilità. Cristiano De
André ieri era in cartellone a
Festambiente per presentare "Scaramante".
Per De André il festival di
Legambiente è un po' una
novità. «E' la prima volta che
vengo e mi ha fatto piacere l'essere stato
invitato - spiega - anche se al Clorofilla
film festivalpresentano "Terzo e Mondo" di
Daniele Pignatelli che ha collaborato con
me e mi ha dato l'idea per
"Scaramante"». Insomma, una
coincidenza a dir poco fortuita. Come sta
andando il tour?
Sta
andando molto bene. Abbiamo fatto tante
date. Le richieste ci sono, sono stanco ma
felice. Il mio è
lavoro-vacanze.
La risposta della gente?
Il
disco è stato percepito molto bene.
Ai concerti molti sanno già le
canzoni e questa è una bella
soddisfazione soprattutto se hai passato
ore, di notte, a pensare un accordo.
E
il suo concerto?
E'
tra l'elettronico, l'etnico e l'acustico,
ho cercato di mischiare i generi.
Ripropongo alcune vecchie canzoni e poi
c'è un omaggio a mio padre.
Quanto
c'è di Fabrizio De André nel
suo ultimo album?
C'è
un mio modo di ricordarlo. Va detto che mi
sono successe parecchie cose, piacevoli e
spiacevoli, in questi anni. Ho avuto modo
di ragionare sul mio passato. E' stato un
disco terapeutico, in alcuni casi ho
voluto esorcizzare il passato, in altri ho
acquisito consapevolezza e
forza.
Dovremo aspettare tanto per un nuovo
album? Mi
auguro di no, mi sono ripreso e ho voglia
di fare.
Qual è il suo rapporto con la
nostra terra?
Non
è certo una novità. Ho amici
che vivono in Maremma, la conosco come
terra, storia, cibo e anche
vino...
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